Il pastore tedesco

Non è possibile pensare al mondo in cui viviamo escludendo la viva partecipazione del “grande” animale che in ogni tempo si è rivelato il più fedele amico dell’uomo. Dovunque si vada, anche tra popolazioni isolate ed arretrate culturalmente troviamo presente il cane  la cui vita risulta intimamente legata a quella degli indigeni d’ogni condizione sociale. Esso fece la sua apparizione sulla terra all’inizio del terziario, nel periodo in cui i mammiferi presero definitivamente il sopravento sui rettili. Presto la sua presenza divenne imponente strutturata in circa settanta generi o razze che non trovano ovviamente molto riscontro nelle attuali. La maggioranza di tali razze è andata scomparendo o ha subito una notevole evoluzione nel corso dei secoli che ci separano dall’era terziaria. Il primo esemplare canino simile per i suoi tratti fisici all’attuale e quello chiamato dagli studiosi “canis”. Il “canis” nasce dieci dieci milioni di anni fà nel Pliocene. Le sue prime apparizioni vengono situate preferibilmente in Asia, Europa, ed Africa.

Due canidi abitarono l’america del nord durante lo stesso periodo geologico. Il primo il “Daphoenus” era più simile a un gatto che a un cane eccetto che per la forma della testa. Lo si potrebbe definire il precursore del lupo. Il secondo il “Mesocyon” ha origini alquanto oscure ma se ne conoscono varie specie. Lo si indica come anello di congiunzione con gli attuali canidi.

Tutti e due erano abituati a una vita primitiva e che la sola forma di alimentazione proveniva sia per l’uomo che per il cane dall’esercizio della caccia. E possibile che il cane nella sua grande intelligenza sia giunto alla conclusione che la vicinarsi con l’uomo potesse essergli proficua. L’ominide era andato scoprendo e si era confezionato una serie di oggetti utili per la caccia: a lui risultava perciò molto più facile che al cane uscire vincitore nella lotta con altri animali; si può concludere che esistono molte possibilità che sia stato proprio il cane il primo interessato a procurarsi la amicizia dell’uomo. Così il cane associò l’immagine dell’uomo con quella del cibo. Il cane vinta la paura dell’uomo incominciò a frequentare caverne e spelonche e l’uomo, sia per curiosità sia per l’aver finalmente scoperto nel cane le sue particolari doti di vigile guardiano cominciò ad abituarsi alla sua presenza favorendo cosi una forma di dipendenza  ed amicizia sempre più accentuate. Il cane mentre il tempo passava si adattò alle necessità dell’uomo. E per questo che ai giorni nostri esistono cani da guardia, cani guida, da salotto, da caccia e competizione e per altre attitudini.

Fra tutti i cani da pastore il più conosciuto per la sua apparenza, eleganza e intelligenza, è il “tedesco” o Deutscher Schaferhund definito, nel linguaggio popolare semplicemente cane-lupo. La sua moderna evoluzione incominciò a partire dal secolo scorso nell’ultimo decennio quando alcuni allevatori del Wurtenberg e della Turingia decisero di riunire in una sola le qualità dei molti cani da pastore che esistevano in quella zona della Germania. Se bene sia molto diffusa e avvalorata dalla credenza popolare la teoria che considera il pastore tedesco un incrocio tra il lupo e il cane e ormai scartata da quasi tutti gli scienziati. Il pastore tedesco fù addestrato all’inizio per la pastorizia ma questo e forse oggi l’incrocio che in misura minore lo contradistingue. La sua grande intelligenza gli ha permesso di occupare vicino all’uomo posizioni di responsabilità in qualità di cane da difesa, da guardia, cane guida, poliziotto e in caso di guerra di cane porta ordini.

Dopo la seconda guerra mondiale i pastori tedeschi ebbero modo di perfezionare e mettere in maggior luce le loro intrinseche qualità, già affiorate durante il primo grande conflitto, si giunse a capire come il pastore tedesco non sia solo utile ai fini bellici. La sua utilità come guida per i ciechi è ormai collaudata e risulta di grande efficacia.

La cosa migliore per esso, sarebbe vivere in un luogo dove potesse correre e fare del moto a suo agio.